Piccoli Comuni - Castelli a Radio 1: “Accordo con Poste apre spiraglio per politiche più attente ad aree periferiche”
[28-11-2018]

“L’iniziativa di Poste italiane ha aperto un occhio alla politica nazionale che finalmente ha colto l'importanza della realtà dei piccoli Comuni: significa che sta cambiando il paradigma e che, finalmente, si incomincia a comprendere che, alle spalle dei grandi centri urbani, esiste un grande Ovest fatto di piccoli centri che vanno riconnessi, con quelle che come Anci chiamiamo politiche di Controesodo, al resto del Paese, a beneficio di tutta la collettività nazionale”. Lo ha detto Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e coordinatore Anci dei piccoli Comuni, intervenendo a ‘Radio 1 Giorno per giorno’ su Radio Uno Rai. La trasmissione si è occupata dei piccoli Comuni, anche alla luce del decalogo presentato dall’Ad di Poste per rafforzare la presenza sul territorio di questo servizio essenziale per le piccole comunità.
Castelli ha sottolineato che “la percezione di questa intensa collaborazione è positiva per noi sindaci”. In poco tempo “siamo passati dalle minacce di chiusura degli uffici postali alle quali come Associazione ci siamo opposti anche ricorrendo ai Tar, a questa nuova stagione di confronto e dialogo per migliorare i servizi ai cittadini, innescata anche dall’approvazione della legge Realacci sui piccoli Comuni”.
Il coordinatore Anci ha ribadito il valore del servizio postale per le piccole comunità. “L’ufficio, che di solito confina proprio con il municipio, rappresenta lo Stato per i nostri cittadini. Per questo è importante che Poste sia tornata a svolgere questo ruolo partendo proprio dalle aree deboli del Paese”. A suo parere proprio in queste aree, “il postino non deve limitarsi al solo servizio di corrispondenza, ma deve offrire altri servizi: ben prosegua quindi il tavolo confronto nazionale e regionale tra l’Anci e l’azienda su questi temi”.
Tuttavia, secondo Castelli, il decalogo di Poste non può che essere il primo passaggio verso una politica meno sorda ai problemi delle zone a rischio desertificazione. “Anche grazie all’uso delle nuove tecnologie – ha spiegato – possiamo aprire un importante spiraglio sul tema dello spopolamento delle zone periferiche che, come ci ha ricordato il Capo dello Stato Sergio Mattarella, sono lo specchio e l’asse portante del Paese”.
Su questo punto l’Anci ha proposto da tempo un pacchetto di politiche di Controesodo. “Ora però il discorso va allargato a tutti gli altri servizi essenziali per il territorio. Servizi come la scuola e la sanità non vanno chiusi per motivi unicamente economici ma vanno rafforzati per dare un futuro concreto alle comunità territoriali”, ha concluso Castelli. (gp)



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