Piccoli Comuni - Adami (sindaco Paroldo): “Da due settimane telefoni in tilt in una struttura sanitaria, costretto a scrivere al Prefetto”
[19-01-2018]

“Per un sindaco di un piccolo Comune è deprimente vedersi costretto ogni volta a rivolgersi al Prefetto per risolvere un problema che riguarda, spesso, anche la sicurezza dei cittadini. Bisogna ricordarsi che c’è una Italia fatta di piccoli centri a cui vanno garantiti tutti i servizi”. E’ amareggiato Pietro Carlo Adami, sindaco di Paroldo, Comune cuneese di appena 250 abitanti, che da quasi 15 giorni lotta inutilmente con la burocrazia per fare riattivare il collegamento telefonico di una struttura socio assistenziale che ospita 25 persone. 
Ecco i fatti. Il 9 gennaio un violento temporale manda in tilt la rete Telecom isolando di fatto la struttura che, da allora, riesce a garantire il servizio solo grazie alla disponibilità dei dipendenti pronti ad usare i cellulari personali. “L’ho detto in tutti i modi possibili, questa vicenda mi sembra una barzelletta. Ho tartassato di chiamate gli operatori Telecom ricevendo ogni volta date e tempi diversi per l’intervento ma, soprattutto, senza ricevere una soluzione”, si sfoga al telefono Adami.
Alla fine per venire a capo della vicenda il primo cittadino si è visto costretto a scrivere oggi al prefetto di Cuneo. “Quello che mi amareggia è che già la scorsa primavera era accaduto qualcosa di analogo. Per avere un intervento su alcuni tralicci dell’Enel, i cui fili toccavano il terreno creando un situazione di pericolo per i cittadini –spiega il sindaco – anche allora ho dovuto scrivere al Prefetto. In poco più di un’ora ci fu l’intervento richiesto, ma trovo assurdo che ogni volta debba ricorrere ad estreme misure per avere qualcosa che ci spetta di diritto”.
Da qui l’appello del sindaco piemontese: “Sappiamo bene delle difficoltà dei collegamenti verso le zone periferiche ma dobbiamo ricordarci che quella dei piccoli centri è tutt’altra storia. Una storia di pura sopravvivenza – chiude Adami – dove il privato cittadino spesso deve sostituirsi alle istituzioni in attesa che si risolvano i problemi”. (gp)



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