Anci: “Fermiamo macchina impazzita, non si può dare in pasto al caso la gestione di servizi fondamentali”
[03-11-2011]
Piccoli Comuni

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“Chiediamo lo stralcio dellarticolo 16 della manovra Bis perché va a confondere in modo anomalo fondamentali caratteristiche di funzionamento dei Comuni, primo fra tutti il principio di autonomia sancito dall’articolo 114 della Costituzione”. Con questa dichiarazione il presidente dell’Anci Graziano Delrio ha aperto la conferenza stampa (foto) indetta stamattina nella sede dell’Anci per comunicare le decisioni dell’Associazione in merito incostituzionalità dell’articolo 16 della manovra-bis che mette in serio pericolo i piccoli comuni sotto i mille abitanti (scarica il materiale distribuito in cartella stampa).
“La pari dignità istituzionale di tutti gli enti è conditio sine qua non della democrazia del Paese e il fatto che con questo articolo venga lesa l’autonomia interna dei comuni è grave dal punto di vista costituzionale”.
Detto questo, Delrio sottolinea altresì la riorganizzazione “sbagliata” degli enti così come prevista dall’articolo 16, che non crea “né risparmio, né maggiore efficienza. Metà dell’Italia – evidenzia Delrio – è fatta di piccoli comuni che hanno una funzione importante per il tessuto sociale del paese, visto che sul territorio si crea comunione locale e relazioni. I piccoli comuni sono un esempio di gestione efficiente. Le cose che funzionano non dovrebbero essere toccate – continua il presidente Anci – semmai è il contrario. Da parte nostra abbiamo dato un’apertura. L’Anci, infatti, ha proposto nella Carta delle Autonomie la gestione associata obbligatoria per i comuni su diverse funzioni”.
Infine il presidente dell’Anci si dichiara favorevole ai cambiamenti, ma non quando “vengono normati dal centro realtà che non si conoscono. Non avendo raccolto alcuna disponibilità al dialogo – conclude Delrio – continuiamo sulla nostra strada”. 

“Questa decisione di Governo e Parlamento di mantenere l’articolo 16, oltre a non essere ragionevole, produrrà gravi danni”. E' il commento di Mauro Guerra, Coordinatore Nazionale ANCI dei Piccoli Comuni. "Chiediamo ai Consigli delle Autonomie locali (Cal) di approvare l’ordine del giorno inviato dall’Anci nel quale proponiamo alle Giunte regionali l’impugnazione alla Corte Costituzionale dell’articolo 16. E chiediamo ai Presidenti di Regione di sostenere questa azione. Piemonte e Toscana si sono già mosse in questo senso, Emilia-Romagna, Umbria, Liguria e Abruzzo hanno messo in calendario lo schema di risoluzione da adottare”.
No ai conflitti istituzionali precida Guerra ma si ad una collaborazione proficua tra le parti. “La situazione generale del paese è difficile - afferma il delegato Anci - e le energie adesso devono canalizzarsi  su interventi che garantiscano la pari dignità degli enti locali e l’efficienza mentre l’articolo 16 - conclude - rappresenta un costo e uno spreco di energie amministrative”.  
Per Enrico Borghi, presidente della commissione Montagna Anci, “l’articolo 16 della manovra di agosto è invasivo, lede l’autonomia dei Comuni, non va intaccare nessun profilo di miglioramento di efficienza ed efficacia del sistema della pubblica amministrazione”. “Rivolgiamo un messaggio a Governo e Parlamento: fermate questa macchina impazzita – ha denunciato Borghi. "La manovra di agosto ha creato una confusione abnorme, girando il Paese abbiamo notato come glia amministratori locali abbiano difficoltà a trovare una sintesi alla confusione generata dalla manovra e siamo arrivati, in considerazione dei lavori fatti dagli uffici Anci, a 61 interpretazioni casistiche, sembra palese che così non si può andare avanti, non si può dare in pasto al caso la gestione di servizi fondamentali per la vita dei cittadini”.
Borghi ha sottolineato come “l’articolo 16 vada a ledere il concetto di autonomie e non va nella direzione auspicata dall’Anci”. “Siamo assolutamente a favore delle gestioni associate – ha rimarcato – ma non devono essere decise dall’alto e non si possono prendere decisioni simili sganciandole dal contesto territoriale”.
Il presidente della commissione Montagna Anci ha auspicato l’intervento ‘fondamentale’ della Corte Costituzionale qualora il Governo non ravveda il provvedimento e una convocazione immediata della commissione paritetica. “E’ lì la sede dove portar avanti determinati riforme costituzionali”. Borghi ha ricordato anche che “al Senato a breve si riprenderà la discussione sulla Carta delle Autonomie. Si definiscano bene tre ambiti di livelli, le funzioni dei Comuni, le competenze che le Regioni devono trasferire ai Comuni e i valori dei fondi perequativi che devono essere trasferiti ai Comuni. Arrivano voci su una Carta completamente diversa rispetto al  provvedimento di agosto del governo, ecco mi chiedo dove vogliamo arrivare e come ci comportiamo davanti ad una macchina che sembra impazzita”. In conferenza stampa è intervenuto anche il presidente di Anci Giovane, Andrea Di Sorte.
Leggi l'intervento. (am/fdm) 




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