VII Conferenza Nazionale ANCI, le piccole realtà per un grande futuro

La Conferenza, in programma da oggi a sabato 29 settembre, è organizzata dall’ANCI sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – Sindaci e amministratori locali dei Comuni di minori dimensioni demografiche si sono dati appuntamento al Centro Congressi Il Ciocco a Barga (Lucca) dove da oggi a sabato 29 settembre è in programma la VII Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni. L’annuale appuntamento con cui l’ANCI riunisce le realtà di minore dimensione demografica si inserisce nel programma delle attività che l’Associazione svolge a sostegno di quegli enti che rappresentano la gran parte del nostro territorio.
“Piccoli Comuni … Grande futuro?” è lo slogan scelto per questo incontro organizzato dall’ANCI sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Nell’ambito della manifestazione si svolgerà la Conferenza Nazionale delle Unioni di Comuni, giunta quest’anno alla sua terza edizione che si concluderà con l’approvazione del Terzo Manifesto delle Unioni. Seguirà l’inaugurazione per l’avvio ufficiale della manifestazione. (fr)  

 

Ricerca ANCI-SWG. Risso, i Comuni un capitale sul quale si deve investire

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – “Per i cittadini del nostro Paese i Comuni sono uno dei pochi esempi di politica virtuosa”. Così Enzo Risso nel suo intervento per la presentazione dell’Indagine SWG “Le Unioni di Comuni. La percezione della cittadinanza”. Sono già cinque anni che l’Istituto di Ricerche monitora per l’ANCI il rapporto di fiducia tra i cittadini e i vari livelli istituzionali. La stessa indagine era stata commissionata dall’Associazione dei Comuni nel 2005 e ripetuta quest’anno all’interno di un campione di 1200 soggetti nelle Unioni di Comuni.  
“Le Unioni – ha spiegato Risso - rappresentano una nuova forma di relazione tra i cittadini e i Comuni, è nelle piccole comunità che si rafforza il senso di qualità, di futuro, e la possibilità di contare”.
“In questi ultimi anni – ha detto Risso - i sindaci, nel livello di fiducia, sono rimasti sempre intorno al 60-70%, mentre si è verificato un calo abbastanza consistente nei confronti dei Presidenti di Regione e di Provincia”. Il dato più allarmante, però, è un altro: aumenta il numero dei cittadini che non hanno fiducia in nessuno. “Per riconnettere questo scollamento – ha continuato - le politiche amministrative devono essere non solo più semplici, ma anche più vicine.

“C’è bisogno di un intervento immediato – ha concluso Risso - i Comuni sono un capitale che si deve far rendere, ma bisogna investirci”. (fr)

 

Ricerca ANCI-SWG. Risso, i Comuni un capitale sul quale si deve investire

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli - Le Unioni di Comuni piacciono ai cittadini, tra loro si è solidificata la percezione dell'efficienza e dell'efficacia degli enti locali cui è riconosciuta un’intenzionalità parsimoniosa. I Comuni dunque sanno risparmiare, sanno fornire i servizi senza sprecare soldi. Questo il principale dato emerso dall’indagine commissionata dall’ANCI su “Le Unioni di Comuni. La percezione della cittadinanza”. La ricerca è stata redatta nell’ambito del progetto “La diffusione delle innovazioni nel sistema delle amministrazioni locali” realizzato dall’ANCI su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica. Il sondaggio è stato presentato oggi da Enzo Risso nel corso della III Conferenza Nazionale delle Unioni di Comuni, un appuntamento che annualmente l’ANCI organizza nell’ambito della Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni.
La ricerca evidenzia che le Unioni trasmettono un senso di attivismo e di sapienza innovativa, e aumentano la percezione positiva, da parte dell’opinione pubblica locale, sull’operato delle amministrazioni. Le Unioni inoltre incrementano il senso della comunità, valorizzano il senso del locale, contraddicono l’idea che vivere nei piccoli centri vuol dire avere meno servizi. E’  nelle Unioni che diminuisce la percezione del senso di abbandono dei territori, sono avvertite come una risposta allo spopolamento, un segnale della volontà di chi amministra, di chi fa politica, di occuparsi non solo del territorio, ma anche di invertire il processo di allontanamento dello sviluppo dai piccoli centri.
Tra i cittadini le Unioni sono sempre più conosciute, anche se i Comuni restano insostituibili: se nel 2005 il 75% degli intervistati era a conoscenza dell’avvenuta integrazione, oggi invece la percentuale si attesta sull’81%. C’è però da rilevare che il 33% degli intervistati afferma che il proprio Comune gestisce da solo tutti i servizi, o comunque non sa che ne gestisce alcuni in modo associato. L’aumento della conoscenza dell’integrazione si riflette anche nella visibilità dei servizi offerti in modo associato: a risultare più conosciuti sono il servizio di vigilanza o di polizia municipale e il servizio di nettezza urbana, i due ambiti con un maggiore impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Seguono, con un livello di conoscenza più stabile, le politiche e i servizi sociali e il trasporto scolastico. Si rileva invece una crescita in corrispondenza della cultura e dello sport, con il 5% di risposte, contro il 3% del 2005.
Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i Comuni a dar vita alle Unioni? Al primo posto troviamo un miglioramento qualitativo dei servizi, quindi una gestione più razionale delle risorse (anche umane) e un taglio dei costi, un miglioramento quantitativo dei servizi e infine un maggiore potere contrattuale nella richiesta di contributi allo Stato, alla Regione o all’Unione Europea. I Comuni mantengono tuttavia un ruolo superiore rispetto alle Unioni di cui fanno parte: il 30% degli intervistati si dice molto o abbastanza informato sul proprio Comune, contro il 17% relativo alle Unioni. Inoltre, appena il 17% dice di non essere per niente informato, a fronte di un 31% che non è per nulla informato sull’Unione di Comuni.
Da un’analisi dei dati deriva che tutti quelli che seguono le attività dell’Unione si interessano anche del Comune: appena l’1% del campione presta molta o abbastanza attenzione solo all’Unione di Comuni, il 15% solo al Comune, il 15% ad entrambi gli Enti, e più di due intervistati su tre (il 69%) non si informa molto/abbastanza su nessuno dei due.

Il giudizio sulla creazione dell’Unione di Comuni rimane positivo anche se rispetto al passato è evidente un notevole scivolamento dei giudizi verso il basso. Sono i giovani a vedere più consistenti miglioramenti, i vantaggi sono messi in evidenza dagli intervistati con un livello di scolarità medio-alto, mentre chi risiede nelle isole tende a non vedere alcun cambiamento. Chi è più informato sulle attività dell’Unione è anche più propenso a vederne gli aspetti positivi: spesso i giudizi negativi o indifferenti possono derivare dalla scarsa conoscenza delle dinamiche in atto. Tra i vantaggi segnalati dagli intervistati che hanno dato un giudizio positivo troviamo la migliore qualità dei servizi erogati (43%), seguita dalla maggiore efficienza economica della gestione (22%), dalla maggiore quantità di servizi erogati (20%) e dalla creazione di uno spirito comune d’area (11%). Tra gli svantaggi indicati dagli intervistati che hanno espresso una valutazione negativa sugli esiti dell’integrazione, rispetto al periodo in cui ogni Comune esercitava tutti i servizi da solo, prevale la peggiore qualità dei servizi erogati (35%, tra cui molti lavoratori autonomi e meridionali), seguita dall’aumento dei costi dei servizi erogati (28%), dalla perdita di autonomia da parte dei singoli Comuni (16%), dalla diminuzione dei servizi erogati (15%, con una prevalenza di 55-64enni), mentre quasi nessuno (2%) ha notato un rafforzamento dei campanilismi. (fr)

 

Al via la VII Conferenza Nazionale ANCI

Parla Lanzini responsabile Piccoli Comuni ANCI Toscana, chiediamo certezze per i nostri bilanci

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – I sindaci chiedono maggiori certezze. Dal palco del Centro congressi Il Ciocco dove i Piccoli Comuni sono riuniti per la VII Conferenza Nazionale ANCI, il sindaco di Londa e responsabile Piccoli Comuni ANCI Toscana Tiziano Lanzini lancia un grido di allarme. “Stiamo navigando fra mille contraddizioni – ha detto - da una parte la proposta di una legge nazionale, la legge Realacci, a dall’altra una proposta sul nuovo Codice delle Autonomie locali nella quale ci sono passaggi preoccupanti sui Piccoli Comuni. Vorremmo che i nostri bilanci, le nostre leggi Finanziarie non fossero più una lotteria, ma che dessero certezze ai nostri Comuni”.
E ha continuato “in questo momento stiamo mettendo delle toppe ad un vestito vecchio. A questo punto occorre fermasi e cominciare a tagliare la stoffa per un vestito nuovo”.
Nel suo intervento, Tiziano Lanzini, da responsabile Piccoli Comuni ANCI Toscana, ha presentato l’esperienza della sua regione: “in Toscana c’è un’ottima legge regionale sui Piccoli Comuni, la legge 39, che analizza la realtà dei piccoli Comuni in base ai diversi parametri: la popolazione, l’ampiezza del territorio, la sua tipologia. Da questa analisi è stata successivamente fatta una graduatoria e sono stati dati dei punteggi. Sarebbe utile che questo modello, ovviamente con le dovute modifiche, potesse essere esteso su tutto il territorio nazionale”.

E il sindaco di Londa ha avanzato questa proposta: lo scorso anno abbiamo parlato di anziani e infanzia, quest’anno si parla di ricchezza e povertà, si dovrebbe pensare di parlare di territorio. Quella del territorio è una realtà molto sentita nella mia regione: i nostri sono Comuni molto piccoli con una grande realtà da amministrare. Per un Comune – ha concluso - costano di più dieci bambini in 50 chilometri quadrati o 50 bambini in 10 chilometri quadrati? (fr)

 

Giannini, rappresentiamo il futuro per il nostro Paese

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli - Piccolo è bello. Ne è convinto Michele Giannini sindaco di Vergemoli, il più piccolo Comune della Toscana che parla della sua esperienza davanti alla platea degli amministratori riuniti al  Centro Congressi Il Ciocco a Castelvecchio Pascoli per la VII Conferenza Nazionale ANCI.
“Il mio è un buon Comune – ha detto - abbiamo abbassato l’addizionale Irpef, abbiamo aumentato i servizi, la nostra tassa sui rifiuti è la più bassa a livello provinciale. Piccolo – ha detto - non vuol dire non funzionante, ma significa essere pronti ad ascoltare i propri amministrati, ad essere efficienti e a lavorare in maniera più veloce e più snella, senza burocrazie”.
Giannini ha quindi presentato qualche cifra: il suo è un Comune con meno di 200 abitanti, non ci sono vigili urbani, nonostante un afflusso di 80mila visitatori l’anno e 400 chilometri di strade di montagna.

“Il mio è un Comune piccolissimo, ma forse dobbiamo chiudere per questo? Dobbiamo essere cancellati dal nostro territorio? Dobbiamo farci sentire di più, dobbiamo far capire che non siamo un anacronismo storico, ma rappresentiamo quel futuro che tutti i nostri cittadini vogliono difendere e valorizzare”. (fr)

 

Bonato e Naccarato positiva esperienza delle Unioni

[27-09-2007]

Francesco Bonato, sottosegretario al Ministero dell’Interno e Paolo Naccarato, sottosegretario al Ministero dei Rapporti con il Parlamento e Riforme istituzionali, hanno dato il loro contributo questa mattina, nel corso della III Conferenza  nazionale delle Unioni di Comuni a Barga.
Nel suo intervento Paolo Bonato ha espresso la sua convinzione sulle Unioni di Comuni dichiarando che esse sono “un’esperienza che incrementa gli spazi di democrazia partecipativa e realizza il bene comune favorendo una forma di società come antidoto all’antipolitica che in questo periodo è particolarmente accentuata.
“Io credo – ha detto ancora – che i problemi posti questa mattina da Mauro Guerra vadano affrontati affinché la politica possa fare il suo intervento di riprogrammazione”. Così come è necessario, ha aggiunto, mettere all’ordine del giorno la proposta di rivedere le forme di incentivazione, e in questo senso la riforma costituzionale del Titolo V di attribuire alle Regioni la distribuzione delle risorse finanziarie alle Unioni non ha molto aiutato.
Secondo il sottosegretario, inoltre, è molto importante considerare l’aspetto relativo alla valutazione culturale dei territori che non sono solo un’entità demografica; anche per questo motivo articolare il territorio sulla base di ambiti territoriali che non tengano conto dei legami esistenti non è condivisibile e non può essere deciso per decreto. “La nostra è una storia di municipi grandi e piccoli, ha sottolineato Bonato, che hanno nei secoli garantito servizi ai cittadini, quindi ogni trasformazione dell’assetto istituzionale va basata su questo  principio, e il momento che stiamo vivendo – ha aggiunto – “è un momento importante”.
Anche Paolo Naccarato ha posto l’accento sulle importanti questioni emerse nel corso della mattinata, problematiche che condivide e sostiene. “L’esperienza delle Unioni di Comuni è positiva– ha dichiarato –ma deve essere realizzata nel quadro di un riordino complessivo delle funzioni istituzionali”. Con questa prospettiva è necessario rivedere i ruoli al fine di evitare sovrapposizioni, un’operazione che, secondo il sottosegretario, è necessario condividere con un confronto serio anche con l’opposizione perché non è possibile che “ogni nuova legislatura possa modificare atti fondamentali che interessano tutti i cittadini”.

E’ tuttavia importante fare un salto culturale da parte dei sindaci, perché è importante capire che è necessario cogliere questa opportunità, ritenendo quindi indispensabile fare un’opera di sensibilizzazione. Punta infine la sua attenzione sulla imprescindibile collaborazione da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti: “I comuni devono governare situazioni complesse perché i cittadini chiedono sempre più servizi. E ciò non deve essere disatteso”. (lds)

 

Amalfitano, la politica deve smettere di prenderci in giro

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – “Se qualcuno ha il coraggio di decretare la morte di oltre metà dello stivale lo dica chiaramente. Questa politica deve smettere di prenderci in giro. Sono stanco di sentirmi stretto fra comici che fanno ridere l’Italia e politici che la fanno piangere”.
Così il Coordinatore Consulta Nazionale ANCI Piccoli Comuni Secondo Amalfitano nella sua relazione alla VII Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni in corso di svolgimento al Centro congressi Il Ciocco a Barga. “Sono stanco di avere dal Governo solo promesse e assicurazioni, si pensi alla legge dei Piccoli Comuni, alla questione del terzo mandato”.
E Amalfitano ha continuato portando l’esempio di una grande azienda italiana, la Fiat che ha investito risorse, energie e progetti nella macchina più piccola che abbia mai prodotto, la 500. “Riteniamo di poter essere la 500 del sistema economico, sociale, culturale e politico dell’Italia – ha detto Amalfitano – a patto però che l’azienda Italia decida di voler investire su di noi. Non possiamo continuare ad essere soli in trincea a portare avanti questa lotta”.    
Quindi Amalfitano ha parlato delle finalità di questa manifestazione “volevamo che questa Assemblea non fosse la solita passerella di personalità, ma che diventasse un microfono aperto per la vostra voce. Mi aspetto dunque tre giorni di proposte e di impegno”.
E ha parlato dei grandi problemi ancora sul tappeto: si è dimostrato abbastanza ottimista rispetto alla legge Finanziaria “non mi aspetto grandi pugnalate alla spalle – ha detto - ma neppure grandi sforzi per risolvere i problemi dei Piccoli Comuni”. E tra le problematiche ancora aperte per i Piccoli Comuni “la legge di sostegno ai piccoli Comuni è ancora ferma in Commissione al Senato. Quali sono gli ostacoli?” - si è chiesto Amalfitano -.
Per quanto invece riguarda il fondo integrativo, di cui i Piccoli Comuni chiedono una rimodulazione nei criteri di assegnazione, il Coordinatore ANCI ha detto “abbiamo una lettera firmata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che si dice disposto a rimodulare i criteri per il Fondo, ma finora non ci hanno chiesto nulla. Vogliamo – ha ribadito – che il fondo vada ad integrare a partire da chi ha di meno”. E si è anche soffermato sul Patto di stabilità  “quando diciamo no al Patto per i Piccoli Comuni – ha detto - non vogliamo dire che non vogliamo controlli sulla spesa, chiediamo però che non ci mettano in condizioni di chiudere, se chiudiamo noi chiude un pezzo dell’Italia con tutte le sue identità e tipicità”.

Al termine del suo intervento ha parlato di un’altra questione importante per lo sviluppo dei Piccoli Comuni “un altro aspetto ci preoccupa – ha detto ancora Amalfitano - quello dell’innovazione tecnologica e l’innovazione dei servizi. Non possiamo diventare la ruota di scorta del sistema Italia anche su questo fronte. Se in un piccolo Comune chiude una farmacia, un ufficio postale o un ospedale è un dramma, ma se a quel piccolo Comune togliamo anche la possibilità di innovarsi e di poter sfruttare quanto di integrativo l’innovazione tecnologica porta, allora questo – ha aggiunto - sarebbe un dramma ancora più grande. Il telelavoro può essere la soluzione a numerosi problemi. Sul territorio abbiamo un’efficace rete di uffici postali:perché non ottimizzare questa ricchezza? Con i ministri competenti – ha concluso - stiamo pensando di utilizzare questa rete per fare in modo che in Italia lo sportello postale diventi un front-office della Pubblica amministrazione”. (fr)

 

Birmania. Amalfitano, appelllo dei sindaci di solidarietà ai civili

[27-09-2007]

Castelvecchio Pascoli - Solidarietà dei Piccoli Comuni alla popolazione della Birmania per la repressione messa in atto dal regime. Il Coordinatore Consulta Nazionale ANCI Piccoli Comuni Secondo Amalfitano, nel suo intervento alla VII Conferenza Nazionale in corso di svolgimento al Centro Congressi Il Ciocco, ha annunciato che sarà messo al voto un documento con un appello dei sindaci per frenare il regime contro chi civilmente rivendica un futuro per i propri figli nella democrazia. (fr)

 

Sarmi, progetto Poste Italiane e Comuni

[27-09-2007]

Gli uffici postali possono svolgere a monte le funzioni ausiliarie per le amministrazioni locali: è una delle proposte che l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ha espresso oggi intervenendo alla VII Conferenza nazionale Anci per i Piccoli Comuni, in corso di svolgimento a Barga, in Toscana. In questo modo si può avviare una seria collaborazione tra Poste italiane e i Comuni che può risolvere la questione del digital divide.
Nel suo discorso, l’amministratore delegato ha espresso l’impegno di Poste italiane a risolvere i problemi dei cittadini, per questo alla prima proposta ne fa seguito subito un’altra suggerendo come l’insieme delle reti logistiche di Poste Italiane può alleggerire la catena di fruizione dei servizi agli utenti, ad esempio nel settore sanità. Poste italiane, infatti, per vita telematica può ricevere richieste per certificati, medicinali, referti ed effettuare anche le relative consegne.
Nel proporre questa operazione Massimo Sarmi ha sottolineato il concetto economico che sottintende all’iniziativa. “Poste Italiane – ha ricordato – ha una rete di infrastrutture per la quale continua ad investire, anche per quanto concerne le situazioni periferiche”. Non sfugge perciò la maggiore adeguatezza della Società rispetto ad altri soggetti che debbano investire e realizzare infrastrutture ex novo. A “costi marginali” perciò Poste Italiane può realizzare “completamenti personalizzati” che non incidono nelle individualità locali.
Auspicando una riduzione dei disagi per i cittadini, l’amministratore delegato, ha ricordato che i 14mila uffici postali per i quali si era prevista la chiusura, di fatto invece sono aumentati e che 11mila di essi sono stati collegati con la banda larga mentre gli altri 3000 sono attrezzati con le migliori tecnologie a disposizione per poter raggiungere i territori. (lds)

 

Napoli, sull'ICI chiediamo il mancato introito

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – Dal Centro Congressi Il Ciocco a Barga, dove è in corso di svolgimento la VII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni, il Vice Presidente ANCI Osvaldo Napoli avanza le sue preoccupazioni sull’ICI. “E’ una tassazione ingiusta – ha detto – ora però vogliamo avere la certezza che anche su questo ci sia la copertura totale. Pretendiamo tutto il mancato introito, in totale circa 2 miliardi di euro. La preoccupazione è che la riduzione dell'Ici avvenga già nella rata di dicembre e quindi che il Governo la voglia inserire nel decreto per utilizzare l'extra gettito. Altrimenti – si chiede il Vice Presidente ANCI - come fanno i Comuni ad andare avanti avendo già messo i soldi in bilancio?”
Napoli appare invece più positivo sul dialogo istituzionale ripreso con il Governo, mentre esprime perplessità sulla traduzione normativa di quanto è stato fatto. “Sono scettico sulle proposte del Governo – ha detto - ora voglio vedere se queste proposte diverranno effettivamente concrete sul piano normativo. La verità è che c’è una conflittualità politica di destra e di sinistra che porta a non avere leggi e applicazioni chiare”.
Anche sul piano delle risorse finanziarie un vero federalismo fiscale non c’è, “quindi i Comuni continuano a viaggiare a giornata, non si possono fare piani a lunga scadenza. E’ ovvio che i sindaci, pur sapendo amministrare bene, si trovano in gravi difficoltà”. (fr)

 

Cipriani, nel Lazio in dirittura d'arrivo legge regionale

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli- “E’ necessario un ordinamento differenziato per i Piccoli Comuni che tenga conto di tante piccole realtà diverse per risorse, per organizzazione del personale. I piccoli Comuni hanno bisogno di differenziare il proprio modo di funzionare, scadenze e procedure, semplificandole rispetto alle grandi città. Forme di semplificazione amministrativa possono essere trovate in alcuni casi al livello regionale, in altri casi, invece, serve una legge nazionale”.
Il responsabile Piccoli Comuni ANCI Lazio e sindaco di Gorga Nadia Cipriani, parlando da palco della VII Conferenza Nazionale, dice che “serve anche una politica di sostegno economico, un problema di risorse c’è”.
Per il sindaco Cipriani i Piccoli Comuni stanno vivendo un momento particolarmente delicato: “a livello nazionale – ha detto - la legge nazionale sui Piccoli Comuni, su cui la Conferenza ANCI a Maiori aveva tracciato le linee di indirizzo, è stata approvata da un’ala del Parlamento, ora attendiamo che venga approvata all’unanimità. Poi si parla di nuovo Codice delle Autonomie, di leggi specifiche di settore, è in dirittura d’arrivo la nuova legge Finanziaria. Ci auguriamo che da parte del Governo siano presi impegni certi”.

Da responsabile Piccoli Comuni ANCI Lazio Cipriani ha tracciato anche la situazione della sua realtà: “a livello regionale – ha detto - anche attraverso un impegno forte di ANCI Lazio, siamo quasi arrivati alla battuta finale di una legge regionale sui Piccoli Comuni che prevede forme di sostegno economico per i Comuni piccolissimi e di semplificazione amministrativa per tutti quelli fino a 5mila abitanti. Se i sindaci dei Piccoli Comuni avranno risorse certe e meno laccioli amministrativi – ha spiegato - riusciranno a garantire  servizi e competenze che sempre più il decentramento gli assegna. In caso contrario – ha concluso - resta tutto lettera morta. Se un Comune non riesce a garantire i servizi e i diritti dei cittadini viene messa a repentaglio la democrazia”. (fr)

 

Amalfitano, su Comunità Montane qualcosa e' da rivedere

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – I Piccoli Comuni si uniscono alle Unioni sulla questione delle Comunità Montane.
La voce è quella del Coordinatore Consulta Nazionale ANCI, Secondo Amalfitano, che dal palco del Centro Congressi Il Ciocco commenta gli articoli apparsi sui quotidiani di oggi dove si parla di lobby di parlamentari in favore delle Comunità Montane.
Per Amalfitano è un segno che “qualcosa deve essere rivisto, che dietro alle Comunità Montane, come dietro ad ogni organizzazione, ci sono interessi in gioco, con apparati di autotutela che fanno in modo che non si riesca a mettere a fuoco i problemi”.
E Amalfitano ha avanzato la sua proposta: “il Parlamento dovrebbe operare al di là delle lobbies. E’ necessario – ha detto – che ci sia un dibattito leale tra le istituzioni, che consentirebbe di superare le lobbies, oltre che l’attuale situazione di stasi, e consentirebbe di venire incontro alle esigenze reali del Paese”. (fr)

 

Rughetti, tre strumenti per i Comuni

[28-09-2007]

Focalizzarsi sugli obiettivi, approvare la legge per i Piccoli Comuni, accordarsi in Conferenza Unificata: sono questi i tre strumenti suggeriti da Angelo Rughetti, segretario generale di Anci nel suo intervento all’Assemblea dei Piccoli Comuni a Barga. “Noi - ha esordito - non difendiamo una casta, perché all’interno dei comuni ci sono persone che lavorano per fornire servizi ai cittadini”. Da questa premessa nasce la sua proposta di perseguire e realizzare i tre obiettivi suddetti. E gli obiettivi devono vedere i comuni, anche i piccoli comuni, coinvolti in una riforma, il Titolo V, che ha finalità più ampie di quelle che – ha dichiarato Rughetti – ci ricorda sempre il ministro per gli Affari regionali e Autonomie Locali, Linda Lanzillotta che continua a sostenere che “i comuni dovranno cedere funzioni”. Ma se è giusto  che alcune particolari situazioni – ad esempio la protezione civile - possa essere gestita dalle Province, è altrettanto necessario che le Regioni, invece, cedano potere. Quanto alla legge sui Piccoli Comuni, il segretario dell’Associazione ricorda che il disegno di legge e sottolinea questa caratteristica (“non è un decreto legge!”) è stato approvato dalla Camera dei deputati, ma al momento si è arenato in Senato e solo perché il senatore Vitali ritiene che la legge sui Piccoli Comuni (“un fiore all’occhiello”) vada inserita in un provvedimento più ampio che è la legge sulla montagna. “Ma – sottolinea Rughetti – sono due cose diverse. Ci sono piccoli comuni montani, ma non tutte le piccole amministrazioni locali rientrano in questa categoria”. Infine la Conferenza Unificata: in attesa della riforma costituzionale e della legge sui Piccoli Comuni già qualcosa si può fare. Anche in questo caso Angelo Rughetti ha le sue proposte: in primis è necessario un accordo che vincoli Governo, Regioni ed Enti Locali a far sì che ogni volta che sia approvata una legge questa trovi la sua giusta applicazione anche per i Piccoli Comuni e non solo per le grandi città metropolitane. In secondo luogo, ogni volta che ci sia un investimento, 1 euro di questo sia destinato ai Piccoli Comuni, perché – ha ricordato il segretario – non ci sono sono le leggi obiettivo”. (lds)

 

Catasto, dopo le scelte si passa alla gestione

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – Qual è stata la risposta dei Comuni sulla gestione del catasto? Numeri e cifre saranno presentati mercoledì 3 ottobre a Roma in una conferenza stampa ANCI dove saranno diffusi i risultati di un monitoraggio realizzato da ANCI, Ifel e Ancitel per analizzare le scelte effettuate dai Comuni sulla gestione catastale.
A dare l’annuncio il Vice Segretario Generale ANCI, Stefania Dota nel suo intervento in un convegno sul catasto organizzato nell’ambito dalla VII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni in corso di svolgimento a Castelvecchio Pascoli.    
Dopo aver riepilogato le linee guida del dpcm sul trasferimento delle funzioni catastali ai Comuni, anche in vista della scadenza del 3 ottobre per la deliberazione dell’esercizio delle funzioni, Dota ha ricordato che inizierà un secondo step, “la fase operativa che porterà alla gestione effettiva, una fase – ha detto - nella quale l’ANCI assicurerà ai Comuni la sua completa assistenza”.  
Franco Maggio, Direttore Centrale aggiunto Cartografia, Catasto e Pubblicità immobiliare dell’Agenzia del territorio, ha invece annunciato che “ora inizierà la fase di revisione delle convenzioni che i Comuni dovranno firmare dopo le delibere che dovranno contenere gli allegati tecnici che riguardano la qualità dei servizi erogati e altri indicatori. Successivamente inizierà la fase di formazione gestita dall’Agenzia, da ANCI e Ancitel per l’assistenza ai Comuni su cosa, come e quanto andranno a gestire. Con due dpcm successivi saranno individuate le risorse umane e quelle economiche che saranno riversate ai Comuni”.
Nel suo intervento, l’Amministratore delegato Ifel Paolo Teti ha illustrato l’attività di assistenza ai Comuni nella prima fase condotta da ANCI e Ifel, una fase che precede la delibera del 3 ottobre. Oggi Teti ha indicato una prima serie di risultati frutto di alcuni questionari somministrati ai Comuni (sono circa 1000 quelli compilati), “i risultati definitivi – ha detto - saranno presentati nel corso della Conferenza stampa ANCI in programma il 3 ottobre prossimo”. (fr)

 

Rapporto Ifel, i Comuni non sprecano risorse e garantiscono buon livello dei servizi

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – Qual è l’andamento delle principali entrate tributarie, entrate correnti e spese correnti dei Piccoli Comuni?
La risposta è contenuta nel Rapporto “I numeri dei Comuni” realizzato da IFEL, una ricerca che è stata presentata nell’ambito della VII Conferenza Nazionale ANCI presso il Centro Congressi Il Ciocco.
Dalla ricerca emerge la capacità dei Piccoli Comuni di gestire in modo equo e coerente le risorse a disposizione, e il loro impegno a non gravare ulteriormente sui cittadini garantendo un adeguato livello dei servizi. Per far fronte ai costi elevati del personale e alla gestione dei servizi, nel caso in cui sono costretti a ricorrere alle leve fiscali, i piccoli Comuni cercano invece  di attuare una politica che incida di più sull’aliquota ordinaria che su quella relativa all’abitazione principale.
E ora qualche cifra: per i piccoli Comuni la maggiore fonte di entrata è rappresentata dall’Ici (il 55,44% del totale) seguono le altre entrate tributarie (38,15%) e l’addizionale Irpef (6,41%). La quota dell’Ici nei Comuni al di sotto dei mille abitanti è più elevata che nelle fasce superiori (questi dati fanno riferimento ai bilanci consuntivi per l’anno 2005).
Attenzione viene poi data alle entrate totali pro capite dei Comuni, distinguendo tra quelle correnti e quelle in conto capitale: per i Comuni appartenenti alla fascia demografica 0-499 la voce più rappresentativa è quella delle entrate in conto capitale (50,81%), mentre nella fascia 3.000-4.999 le entrate correnti rappresentano il 60,75%. Per quanto riguarda le spese correnti, le uscite per il personale rappresentano la maggiore categoria di spesa pari a circa il 32,93% del totale. Un dato interessante è quello relativo alla spesa del personale per fascia dimensionale che raggiunge il suo valore più basso nei Comuni di maggiore dimensione, in quanto i costi fissi del personale hanno bisogno di un adeguato bacino di utenza per essere ottimizzati.      
Una sezione della ricerca mette poi in evidenza le entrate fiscali per l’anno 2007: tra il 2006 e il 2007 sono diminuiti i Comuni che hanno deliberato un’aliquota ordinaria compresa tra il 4 e il 6 per mille, mentre è aumentato il numero dei Comuni con aliquota ordinaria superiore al 6 per mille. Al contrario dell’aliquota ordinaria, da una lettura dei dati sull’abitazione principale, si evince la volontà dei Comuni di diminuire l’aliquota nel range tra il 4 e il 7 per mille, con la chiara intenzione di facilitare i possessori della prima casa.
Ma qual è il comportamento dei piccoli Comuni in merito all’applicazione delle detrazioni relative all’abitazione principale? La politica favorisce i proprietari della prima casa, è infatti in  diminuzione il numero dei Comuni che hanno adottato la detrazione base (103,29) mentre sono aumentati quelli che hanno applicato detrazioni maggiori (104-1000 e oltre).
Facendo un riepilogo della situazione sulle scelte effettuate dai Comuni in relazione all’aliquota applicata, si evince che sulla totalità dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti soltanto il 29% ha aumentato l’aliquota, mente il 43,8% ha mantenuto l’aliquota invariata rispetto al 2006. La maggioranza dei Comuni, quindi, non ha aumentato le aliquote. Oltre il 43,8% dei Comuni ha mantenuto invariata l’aliquota, mentre lo 0,25% nell’ultimo anno l’ha addirittura diminuita. Tra quelli che l’hanno aumentata solo il 5,18% hanno adottato l’aliquota massima consentita per una percentuale di popolazione sottoposta pari al 7,79%.  
Nella ricerca, un approfondimento è dedicato ai Comuni con meno di 5mila abitanti. Dati interessanti si evincono sul fronte del gettito ICI: nel 2007, l’87% dei Comuni ha mantenuto le stesse aliquote vigenti nell’anno precedente, il restante 13% dei Comuni ha variato almeno una delle due aliquote considerate.
La ricerca fornisce dati utili anche per quanto riguarda l’addizionale comunale all’Irpef: i 1.352 Comuni che hanno deliberato un incremento dell’aliquota registrano un incremento di gettito pari a 71.379 migliaia di euro. I Comuni che hanno deliberato soglie di esenzione sono 257 dalle quali ne traggono beneficio 39.017 contribuenti. La perdita di gettito stimata è pari a 620 migliaia di euro con una incidenza pari alla 0,86% dell’incremento di gettito derivante dagli incrementi di aliquota. 
Come è emerso dalla VII Conferenza Nazionale è necessario dare centralità ai Piccoli Comuni, avviando un dibattito istituzionale per consentire di analizzare gli elementi critici del sistema che rischiano di compromettere la sopravvivenza del patrimonio, delle culture, delle economie e delle tradizioni. (fr)

Realacci, sono grande risorsa per il Paese

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – “I Piccoli Comuni sono una grande risorsa sociale, comunitaria (nei piccoli Comuni vivono oltre 10milioni di persone), dal punto di vista del patrimonio storico-culturale sono un grande serbatoio dell’identità del Paese, e sono anche un grande fattore produttivo”.
Così Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente Territorio Lavori Pubblici della Camera nel suo intervento alla VII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni. “Molte delle produzioni agricole certificate e gran parte della piccola e media impresa italiana che compete nel mondo – ha detto - affonda le sue radici nei Piccoli Comuni. Ci siamo mai chiesti – ha chiesto Realacci - – perché nessuno riesce ad immaginare che la Ferrari possa essere prodotta a Detroit o a Seul? Perché dietro alla Ferrari c’è anche il sindaco e il parroco di Maranello”.
E cosa dire della legge per i piccoli Comuni ferma in Senato? “Non si tratta di una legge assistenziale – ha spiegato Realacci – ma spinge a mettere a frutto i nostri talenti. Contiene molte misure, dall’aiuto alle coppie giovani a stabilirsi nei piccoli Comuni agli incentivi per le nuove imprese. Nella legge è anche prevista una misura a costo zero per i bambini nati nei piccoli Comuni dove effettivamente non nasce più nessuno, perché non ci sono ospedali. E’ una legge che ha aiutato a far uscire questo mondo dalla minorità”.   
L’Italia è innovazione, scommessa, ricerca e conoscenza, ma è anche identità, territorio e qualità. “Lo aveva capito bene il Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi – ha detto - che si è sempre dimostrato sensibile nei confronti dei Piccoli Comuni.  Sono fiducioso sull’approvazione definitiva di questa legge – ha continuato Realacci - è una scommessa che l’Italia non può perdere.  
Ma sicuramente serve anche che ci sia maggiore chiarezza. E il Presidente della Commissione,  partendo dalla frase di Seneca “non esistono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare”, ha detto che è importante avere idee più chiare per i piccoli Comuni e per l’intero Paese. E ha chiuso con la frase di Giovanni Pascoli scritta sul campanile del duomo di Barga “Piccolo il mio, grande il nostro”.  (fr)

 

Scanu, favorire le Unioni

[28-09-2007]

“L’unione fa la forza, non è un luogo comune” ha affermato Gian Piero Scanu, sottosegretario al Ministero per le Riforme e l’Innovazione nella PA intervenendo all’assemblea dei Piccoli Comuni, ed ha proseguito affermando che è necessario “fare sistema” favorendo “il più possibile le Unioni di Comuni”. “Io personalmente e il Governo vogliamo ottimizzare i rapporti e favorire sinergie per far sì che, sul territorio, i servizi possano funzionare meglio e a costi ridotti”. E’ un discorso, quello del sottosegretario, che stimola i comuni a portare avanti i propri obiettivi senza timori, a far capire anche ad altri soggetti istituzionali e non che hanno la loro voce. “E’ importante far capire alle Province – ha esortato Scanu che pure ha anche riconosciuto di essere un loro sostenitore – che l’attitudine a riconoscere la loro importanza non deve poi manifestarsi in un rapporto che a volte può essere ‘urticante’”. Ha ammesso tuttavia che abolirle sarebbe un errore ma nello stesso tempo ha sostenuto la necessità di una restrizione delle differenziazioni, in termini di responsabilità, tra le Province e le Regioni, una convinzione che “avrei dichiarato personalmente al presidente dell’Upi, Fabio Melilli”. E’ indispensabile infatti riconoscere e ammettere che tra un sindaco e un presidente di Provincia, nell’impatto quotidiano, c’è una notevole differenza. “Un sindaco è sempre in affanno”, cosa questa che non accade ad un presidente di Provincia né ad un assessore provinciale. “Le Province - ha ammesso – devono farsi carico in termini concreti, funzionali e qualitativi delle problematiche dei comuni. E questo vale anche per le Regioni”. Il sottosegretario, che nel suo discorso evoca il ricordo della sua vita da amministratore locale (è stato sindaco di Olbia dal 1985 al 1994 prima di essere eletto alla Camera dei Deputati), auspica che il Governo “possa realizzare fino in fondo la sua parte perché – ha dichiarato con foga – questo pezzo d’Italia, le municipalità, senza il quale il Paese non esisterebbe, non lo dobbiamo perdere”. E ancora ha esortato i sindaci presenti a non perdere “la fascia tricolore” e ad evitare che possa essere sostituita da loghi aziendali o commerciali. (lds)

 

L'invito di Fontanelli a responsabilità e razionalizzazione

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli - “Dobbiamo dimostrare di essere convinti e coerenti sulla strada del miglioramento e dell’efficienza delle amministrazioni locali. Dobbiamo mettere in campo politiche che spingano per il potenziamento delle gestioni associate, anche grazie a forti incentivazioni economiche, ed evitino il rischio della moltiplicazione degli enti.” Questo l’invito alla semplificazione e alla razionalizzazione rivolto agli amministratori dei piccoli Comuni da Paolo Fontanelli, Presidente di Anci Toscana, per cercare di arginare una campagna sui costi della politica che fa leva sull’eccessiva sovrapposizione fra i numerosi livelli istituzionali italiani. “In questi anni i comuni hanno pagato il prezzo più alto delle politiche di risanamento del nostro paese - ha continuato Fontanelli – ed aspettiamo da tempo come ANCI una risposta agli interrogativi sulla realizzazione del Titolo V e della sussidiarietà nell’ottica del federalismo fiscale. Servono strumenti che mettano in mano ai comuni scelte di responsabilità ed autonomia.” Il sindaco di Pisa ha ricordato inoltre il lavoro portato avanti in collaborazione con la Regione Toscana per arginare la frammentazione delle funzioni nella pubblica amministrazione e a sostegno dei piccoli Comuni con la legge 39.

 

Assessore Fragrai, costruire livelli istituzionali per assecondare la modernià

[28-09-2007]

Castelvecchio Pascoli - “Il problema dei costi della politica pone la questione dell’efficienza complessiva del sistema istituzionale soprattutto nel quadro dei processi di modernizzazione dati dalla globalizzazione”. Così l’assessore alle Riforme Istituzionali e Rapporto con Enti locali della regione Toscana Agostino Fragrai nel suo intervento alla VII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni. “La Regione Toscana – ha detto - ha 3 milioni e 600mila abitanti circa, quanto un quartiere di Shangai, e dobbiamo ragionare insieme su quale possa essere il suo ruolo in termini di ordinamento, perchè dobbiamo costruire livelli istituzionali in grado di assecondare la modernità e non aumentare sovrapposizioni.” “Dobbiamo avviare - ha concluso l’assessore - una riflessione seria sulle istituzioni, insieme, per iniziare a ragionare in termini di area vasta. Un conto infatti e’ l’importanza della rappresentanza, un altro il funzionamento della macchina burocratica: l’identità’ di una comunità non e’ data infatti dal fatto che si gestisce l’anagrafe insieme, per questo occorre incentivare i comuni a gestire insieme i servizi ai cittadini.”

 

Lia, le realtà più piccole per la modernizzazione del Paese

[29-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – “I Piccoli Comuni i protagonisti per l’equità sociale e centrali per la modernizzazione del Paese”.
Per Antonio Lia, sindaco di Specchia e Responsabile Piccoli Comuni ANCI Puglia, che ha aperto i lavori dell’ultima giornata della VII Conferenza Nazionale ANCI al Centro Congressi Il Ciocco, si deve partire proprio dalle realtà più piccole, con leggi chiare e risorse certe per riformare il sistema Paese. “Magari – ha detto – cominciando a trasferire compiti e ridurre il contributo dello Stato alle Province per passarli ai Comuni”.
E a proposito di modernizzazione, il Responsabile Piccoli Comuni ANCI Puglia ha mosso la sua critica “viviamo in un Paese – ha detto – in cui tanto si parla di rimodernare il sistema, ma purtroppo poco o nulla si sta facendo in questa direzione. Si potrebbe pensare di mandare la classe dirigente in giro per l’Europa per cogliere dalle altre realtà gli aspetti positivi di modernizzazione che potrebbero essere trasferiti nella realtà italiana”. Secondo Lia un buon esempio è rappresentato dalla Finlandia: “in quella realtà – ha detto – si pagano le stesse tasse, ma le risorse sono impiegate in maniera diversa, non ci sono sprechi. Le Università sono gratuite, gli studenti non comprano neppure i testi universitari. Esistono particolari convenzioni con le librerie che prestano libri agli studenti che non solo non sono costretti a spendere soldi per l’acquisto dei testi, ma addirittura ricevono dallo Stato un assegno mensile pari a 250 euro. E il capo famiglia che non riesce a trovare un’occupazione resta a casa ad occuparsi dei figli, così si risparmiano anche i soldi per gli asili nido, e riceve anche un’indennità. Negli altri paesi si tende a costruire una società più moderna e capace – ha concluso Lia - in Italia, invece stiamo procedendo sempre verso un invecchiamento anche dirigenziale che bisogna a tutti i costi arrestare. (fr)

 

Amalfitano, su legge quadro nazionale scriveremo a Presidente Marini

[29-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – “Scriveremo al Presidente del Senato Franco Marini, ai Presidenti delle commissioni di Palazzo Madama e a tutti i capigruppo per sollecitare l’approvazione della legge sui piccoli Comuni che si è arenata al Senato dopo l’approvazione all’unanimità alla Camera”.
Lo ha annunciato il Coordinatore Nazionale ANCI Piccoli Comuni Secondo Amalfitano parlando a margine della VII Conferenza Nazionale al Centro Congressi Il Ciocco.
E Amalfitano ha annunciato che in conclusione della Conferenza è stato approvato un documento che contiene le quattro azioni prioritarie da realizzare e i quattro  punti contenuti nella Finanziaria per i Piccoli Comuni.  
“La politica è distante da noi – ha detto Amalfitano – è un fatto che ci preoccupa. I Piccoli Comuni si sentono stritolati tra chi fa ridere e chi fa piangere. I segnali che ci arrivano dalla Finanziaria non sono del tutto negativi, ma neppure positivi: “sul fondo integrativo – ha detto - non abbiamo ancora ricevuto assicurazioni, sull’Ici regna un grande caos che si fonda sul sillogismo Piccolo Comune proprietà immobiliare che vale di meno”.
E Amalfitano è passato a presentare le azioni per i piccoli Comuni contenute nel documento, a cominciare dalle leggi quadro regionali che in teoria si sarebbero dovute ispirare alla legge quadro nazionale, una legge che è rimasta impantanata nelle sabbie mobili del Senato. “Non è possibile che una legge approvata all’unanimità sia bloccata, questo – ha detto - denota una mancanza di serietà politica”. Per quanto riguarda le leggi quadro regionali “si sta registrando un quadro disastroso di un federalismo non compiuto che è ancora lungi dall’essere un quadro chiaro e netto. La varie leggi sembrano quasi trattare argomenti diversi pur riferendosi tutte al futuro dei piccoli Comuni. A proposito della Carta delle Autonomie, il disegno federalista che si sta delineando – ha detto – intende configurare il sistema delle Autonomie locali nel nostro Paese. C’è la necessità di un’apertura per una nuova fase positiva per i piccoli Comuni e le Unioni, ma c’è ancora il rischio di una frammentazione e di una incertezza per il futuro. Sulla semplificazione, razionalizzazione e riorganizzazione, altro punto contenuto nel documento, uno tra gli obiettivi primari è quello della garanzia di erogazione dei servizi adeguati e di qualità ai cittadini.  Altra proposta riguarda la migrazioni dei Comuni verso le regioni a Statuto speciale “che non può rappresentare – ha detto Amalfitano – una soluzione di riequilibrio della fiscalità locale nell’Italia del terzo millennio”.   
Il Coordinatore ANCI è quindi passato a presentare le proposte per la Finanziaria dei Piccoli Comuni. “Una Finanziaria del valore di poche decine di milioni di euro, quindi sostegno all’innovazione tecnologica per superare il digital divide, ma anche una revisione dei criteri di ripartizione del fondo integrativo e nuovi criteri nella gestione del personale della pubblica amministrazione adeguati alle esigenze dei piccoli Comuni che, per motivi numerici, non possono rispettare il turn over 1 a 3”.
Nel caso in cui le indicazioni rimanessero inascoltate “saremo pronti – ha detto Amalfitano - a convocare consigli comunali aperti per spiegare ai cittadini chi è il cattivo. Non ci stiamo a far fare bella figura al Governo con i tagli sulle spalle dei piccoli Comuni. Governo e Parlamento devono invertire questa tendenza”. (fr)

 

Domenici, mancato gettito ICI sarà rimborsato ai Comuni

[29-09-2007]

Castelvecchio Pascoli – “Il mancato gettito relativo agli sgravi sulla prima casa sarà rimborsato totalmente ai Comuni”. Lo ha detto il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici parlando con i giornalisti a margine della VII Conferenza Nazionale ANCI Piccoli Comuni.  
E il Presidente dell’ANCI ha ricordato i risultati raggiunti nei giorni scorsi: “abbiamo fatto un accordo con il Governo sulle regole per i Comuni prima dell’approvazione della legge Finanziaria, è una novità molto importante per i Comuni – ha detto Domenici - c’è stata un’inversione di rotta nei rapporti con il Governo che è frutto di due fattori: la performance dei Comuni italiani dal punto di vista della finanza pubblica è stata particolarmente positiva, il 2007 rispetto al 2006 presenta una diminuzione della spesa totale di quasi l’1 %. Inoltre – ha ricordato Domenici – nel luglio scorso c’è stata un’azione politica molto forte da parte dei Comuni. I sindaci hanno rotto le relazioni interistituzionali, hanno alzato la voce, hanno detto di voler essere ascoltati, il Governo ha compreso e quindi si è cambiata rotta”.
Per Domenici “dire che abbiamo migliorato le regole del patto di stabilità è come dire che abbiamo fatto un contenitore nuovo, migliore, ma manca ancora il contenuto. Ora – ha spiegato - si dovrà entrare nel merito della legge Finanziaria, a cominciare dalle risorse per le politiche attive, contenute nell’accordo con il Governo, su infrastrutture, sicurezza, ambiente, casa”. Poi dovranno essere valutati altri aspetti importanti della legge Finanziaria varata ieri dal Consiglio dei Ministri, a cominciare dalla questione dell’Ici “che comunque – ha detto Domenici - presenta una assicurazione importante per i Comuni”.
Dalla VII Conferenza ANCI che si è conclusa oggi al Centro Congressi Il Ciocco i Piccoli Comuni chiedono maggiori spazi e maggiore attenzione, e lamentano soprattutto la lentezza nell’approvazione di una legge quadro nazionale. “E’ normale che da parte dei Piccoli Comuni si registri un certo malessere – ha detto Domenici - da tempo attendono questa legge quadro. Mi auguro che da parte del Parlamento ci sia l’impegno ad approvarla al più presto”.
Inoltre, per quanto riguarda l’assenza del Governo alla Conferenza dei piccoli Comuni “i giorni fissati per questo appuntamento non sono stati i migliori – ha detto Domenici - era chiaro che sotto la Finanziaria non sarebbe stato facile avere i ministri a questo appuntamento. Recupereremo questo confronto per i piccoli Comuni nelle prossime settimane in sede parlamentare – ha concluso il Presidente dell’ANCI - dove porteremo le istanze, le proposte e i bisogni per i Comuni minori”. (fr)